Roma, Gay Village 2018 a Testaccio: “Una tortura per i cavalli delle botticelle”.

Le botticelle a Testaccio

Le botticelle a Testaccio

“Dal 31 maggio all’8 settembre torna il Gay Village a Testaccio. Dopo 10 anni passati ininterrottamente al Parco del Ninfeo all’EUR, arriva l’evento estivo con una potenza acustica di 90 decibel”. Lo ricorda Rinaldo Sidoli, responsabile nazionale iniziative speciali della onlus Le.I.D.A.A. (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente), presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla. “Un momento di festa – osserva – non deve trasformarsi in una tortura per i cavalli delle botticelle. Questi animali di giorno vengono sfruttati in turni faticosi sotto il sole, pesantemente bardati, anche nelle ore più calde. La loro è una vita fatta di cemento, traffico e smog. La notte, quando dovrebbero riposare, vengono richiusi nelle stalle insalubri del Monte dei Cocci e assordati dalla musica della movida. L’esposizione a livelli troppo alti di rumore crea negli equidi problemi di orientamento, riproduzione, ipertensione, perdita di udito, insonnia, affezioni cardiache e stress. È chiaramente una forma maltrattamento con possibili risvolti anche penali”. “La giunta Raggi – conclude Sidoli – aveva promesso di abolire questo servizio anacronistico fondato sulla sofferenza e di riportare la legalità nella Capitale. Intanto i cavalli continuano ad essere tranquillamente detenuti nella ‘stalle’ di Testaccio, anche se sequestrate dalla magistratura, con l’elettricità pagata dal Comune di Roma. Nemmeno vengono limitati e controllati i decibel emessi dalle fonti di rumore da chi avrebbe il dovere d’ufficio di farlo. Chiediamo alla sindaca Raggi di trasferire per l’intera durata della kermesse i cavalli nelle scuderie del Pincio, strutture inutilizzate che sono costate oltre 1.300.000 euro di soldi pubblici, altrimenti partiranno le denunce”.

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